Cosa accadrebbe se Google spegnesse improvvisamente i motori?
Mi sono proiettato in questa improbabile, ma pur possibile, situazione dando un’occhiata al nuovo servizio offerto da Google agli sviluppatori di applicazioni web: Google AJAX Search API.
Non mi addentro nei dettagli tecnici perché in realtà volevo solo affrontare l’argomento da un punto di vista strettamente economico. Il sopracitato tool di Google è soltanto l’ultimo di una serie di piattaforme offerte a chi sviluppa appicazioni online, e alla stregua di Google Maps (che da domenica scorsa offre anche un ottimo Geocoder), ormai famoso sebbene sia ancora sottoutilizzato per le potenzialità che offre, è la base su cui poggeranno le fondamenta alcune nascenti società tecnologiche.
In particolare mi riferisco a tutte le aziende americane del Web 2.0 che fanno un uso più o meno intensivo degli strumenti offerti dal motore. Diverse sono per esempio le aziende basate su Google Maps, che con i loro mash-up hanno trovato/creato nuove opportunità di business.
Il punto è: “Quanto sono indipendenti le applicazioni dalla piattaforma che le sostiene?” ovvero se l’ipotetica azienda X basata su Google comincia a fatturare cifre importanti e quindi a crescere quanto a persone impiegate, investimenti, strutture, quali rischi corre se la piattaforma su cui poteva contare decide di cambiare politica?
Ora aggiungete anche Gbuy, e capite come Google stia gettando le basi per una web economy basata interamente su di sé…
Speriamo che la cosa non si spinga troppo oltre certi limiti, sarebbe l’avvento della nuova Microsoft del mercato web. Per ora i servizi e le piattaforme messe a disposizione del mondo web hanno creato molto indotto, se si prosegue su questa strada può anche andare bene.